Fonte: Ufficio Stampa Comune di Livorno

Il 1° febbraio  Livorno ospiterà presso la Fondazione L.E.M. (piazza del Pamiglione) il convegno “La nuova disciplina dei servizi pubblici locali e l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani” organizzato da ATO Toscana Costa, il consorzio che coordina la gestione dei rifiuti sul territorio dell’area vasta costiera.

Il convegno vedrà la partecipazione dell’assessore regionale all’Ambiente  Annarita Bramerini, dei sindaci di Pisa  (Marco Filippeschi), Livorno (Alessandro Cosimi), Lucca (Mauro Favilla), Massa (Roberto Pucci) e Carrara (Angelo Zubbani), oltre a specialisti in discipline legali ed economiche applicate anche ai temi dell’igiene urbana.

L’obiettivo: fare il punto sugli aspetti giuridici relativi ai servizi pubblici locali, in particolare sulla gestione integrata  dei rifiuti urbani alla luce delle ultime novità normative in materia di affidamento. Un tema di grande attualità che impone un momento di riflessione e di chiarimento, in vista di una nuova programmazione strategica  della gestione dei rifiuti da  parte del Consorzio Ato Toscana Costa sul proprio bacino territoriale. Il Consorzio coordina, infatti, la regolazione e la gestione  dei rifiuti sul territorio di 111 comuni ,compresi nelle province di Livorno, Lucca, Pisa e Massa-Carrara.

Il convegno avrà inizio alle ore 9 di lunedì 1° febbraio con il saluto del presidente di Ato Toscana Costa, Marco Filippeschi.

Seguirà l’introduzione del direttore di Ato Toscana Costa Franco Borchi.

 La mattinata sarà poi dedicata alle relazioni . Interverranno Alberto M. Bruni (Studio legale Associato Morbidelli, Bruni, Righi, Traina) con Le forme di affidamento dei servizi pubblici locali. Quadro generale alla luce dell’art.15 del d.l. 135/09 e del regolamento di attuazione; Germano Scarafiocca (avvocato di Pisa) con Il servizio di gestione dei rifiuti urbani tra disciplina generale e disciplina speciale. In particolare la disciplina degli impianti e l’oggetto dell’affidamento; Vanna Console (Avvocatura Regione Toscana) La legge regionale n.61/2007 e l’affidamento del servizio; Lorenzo Perra (Confservizi Cispel Toscana) Vincoli ed opzioni industriali della normativa sugli affidamenti; Luigi Fici (professore ordinario di Economia Aziendale) Le implicazioni economico patrimoniali connesse alle possibili scelte di affidamento.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30 , sarà la volta di Massimo Abbagnale (avvocato) con La Comunità d’Ambito Territoriale Ottimale :ruolo e poteri; Alfredo De Girolamo (presidente Confservizi Cispel Toscana) con  Le imprese pubbliche locali ed il mercato:crescita dimensionale e concorrenza.

Concluderà  Alessandro Cosimi (in qualità di Presidente Anci Toscana) con l’argomento: Comuni tra regolazione e gestione dei servizi pubblici alla luce del Titolo V della Costituzione.

Alle 16.30 il convegno riserverà una tavola rotonda sul tema generale : Gestione dei Rifiuti e Tutela Ambientale nel bacino territoriale dell’Ato Toscana Costa a cui prenderanno parte i sindaci dei comuni consorziati di Pisa, Livorno, Lucca, Massa e Carrara  ( Marco Filippeschi, Alessandro Cosimi, Mauro Favilla, Roberto Pucci e Angelo Zubbani), oltre all’assessore regionale Annarita Bramerini, il presidente Cispel Alfredo De Girolamo e Rossano Rossi delle Segreterie Regionali CGIL/CISL UIL



Secondo quanto riferisce il quotidiano “Il Tirreno”, questa settimana inizieranno i lavori per la demolizione dei capannoni ex Coca-Cola in via Ugo Foscolo.  Ad effettuare i lavori sarà la “Fondiaria Apparazione”, società costituita dagli imprenditori Rodolfo Cagliata e Piero Bottoni. I lavori dureranno circa tre anni. Alla fine nell’area sorgeranno 124 appartamenti.

L’articolo completo a questo link: http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2010/01/11/LX1LX_LX101.html



Fonte: Ufficio Stampa Comune di Livorno

“Pensiamo in Grande” : il Comune di Livorno si rivolge a tutti i cittadini invitandoli a partecipare alle scelte per la riqualificazione del comparto “Pentagono del Buontalenti”, vale a dire per la zona centrale di via Grande, piazza Grande, Largo Duomo, piazza Guerrazzi, piazza della Repubblica, piazza Garibaldi, via Cogorano, via di Franco, via del Tempio, via Pieroni, Mercato Centrale e piazza Cavallotti.

Lo fa attraverso un avviso di manifestazione di interesse che apre un importante percorso partecipativo; chiunque può presentare una proposta progettuale per la riqualificazione edilizia ed urbanista dell’area ma anche per migliorare l’offerta commerciale, culturale e turistica. L’obiettivo è migliorare il centro, renderlo maggiormente vivibile e sicuro, più accattivante nell’arredo e nell’offerta.

Ma l’avviso di manifestazione pubblica di interesse è solo un tassello di un più ampio e complesso percorso che l’Amministrazione comunale intende avviare per la riqualificazione del centro storico. Accanto a questo, infatti, il Comune mette in campo una serie di interventi, alcuni di iniziativa pubblica altri che coinvolgono i privati. Ad esempio il Comune realizzerà direttamente una nuova illuminazione lungo l’asse di via Grande, mentre ai privati, proprietari degli immobili che si affacciano sui portici della stessa via Grande, sarà chiesto di intervenire sulla manutenzione.
“Pensiamo in Grande” suona lo slogan di questa ampia operazione che gioca sul doppio significato di “Grande”: “Grande” perché si riferisce appunto all’asse di via Grande, uno dei principali ambiti di intervento di riqualificazione, ma anche “grande” nell’invito a pensare creativamente, a tirare fuori le nostre idee migliori per tutto quello che la città ed il suo centro possono potenzialmente offrire.

L’iniziativa é stata presentata nel corso di una conferenza stampa che si é tenuta all’interno della Libreria Edison di piazza Guerrazzi, un esempio di significativo recupero all’interno del comparto del pentagono del Buontalenti. La conferenza stampa é stata presieduta dal sindaco di Livorno Alessandro Cosimi insieme agli assessori Paola Bernardo (politiche del commercio, turismo e valorizzazione del territorio), Carla Roncaglia (politiche di partecipazione), Mario Tredici (politiche culturali) e Maurizio Bettini (politiche trasporti e mobilità).

• Percorso Partecipativo “Pensiamo in Grande”
E’ rivolto a chiunque, a chi ci vive, a chi ci lavora , ai privati interessati proprietari degli immobili che si affacciano sui portici, alle associazioni di categoria, agli operatori economici privati e pubblici, agli istituti bancari ma in generale a tutti quelli a cui sta a cuore la città ed il suo centro il percorso partecipativo “Pensiamo in Grande” lanciato dal Comune di Livorno.
Il Comune ha voluto proporre il metodo della manifestazione di interesse per rendere i cittadini sempre più protagonisti e partecipi delle scelte che li riguardano. Direttamente a loro viene chiesto come determinati interventi debbano essere realizzati, dove e perché. I cittadini possono presentare progetti o formulare proposte , sarà poi compito dell’Amministrazione valutare e coordinare i progetti presentati che saranno analizzati anche sotto il profilo della loro sostenibilità tecnica e finanziaria.

Per partecipare è molto semplice: basta compilare il modulo per la presentazione della manifestazione di interesse (il modulo è disponibile presso l’U.R.P. del Comune o scaricabile dalla rete civica) , allegarci l’eventuale proposta progettuale e consegnarlo entro il 28 febbraio 2010 al Comune di Livorno. Entro questa data saranno organizzati incontri pubblici nelle zone interessate alla riqualificazione.

Gli ambiti di intervento sui quali si chiede di avanzare proposte e nei quali concorreranno iniziative pubbliche e private riguardano la riqualificazione edilizia, in particolare dei portici della via Grande, largo Duomo, Piazza Grande, via Pieroni, via Cogorano, via di Franco, e via del Tempio per i quali si invitano i cittadini e gli stessi proprietari privati ad esprimere idee sul rifacimento della pavimentazione, dell’impianto di illuminazione, l’uso degli spazi, gli arredi e il verde. Ma i cittadini potranno esprimersi anche sul sistema della mobilità, attraverso l’individuazione di aree parcheggio, un uso più elevato del trasporto pubblico, la realizzazione di piste ciclabili e sulla riqualificazione urbanistica dell’area anche attraverso la realizzazione di opere per potenziare i sistemi di sicurezza. Rivolti ai mercati di piazza Cavallotti, piazza Garibaldi e Mercato Centrale si potranno formulare idee su un più funzionale utilizzo delle strutture, su una diversificazione dell’offerta e sull’organizzazione di iniziative complementari di carattere culturale e turistico.

• Interventi di iniziativa privata
In concomitanza con l’apertura del percorso partecipativo il Comune avvierà un confronto informale con i privati proprietari degli immobili che si affacciano sui portici di via Grande, piazza Grande, Largo Duomo, via Cogorano, via Pieroni, via di franco e via del tempio.

I privati saranno richiamati agli obblighi di manutenzione dei loggiati come prevedono le convenzione stipulate con il Comune dalle società ed enti che ricostruirono gli edifici distrutti durante la guerra. I portici, come è noto, sono di proprietà privata con servitù pubblica di passaggio pedonale, ai proprietari degli immobili spetta la loro manutenzione ordinaria e straordinaria (pavimentazione e strutture murarie), al Comune gli impianti di illuminazione ed il relativo consumo di energia elettrica. I proprietari degli immobili saranno pertanto invitati a prendere parte ad incontri specifici con l’Amministrazione ( il primo in calendario sarà nel mese di gennaio) e a partecipare alla manifestazione di interesse che può offrire loro un valido strumento di coordinamento e di supporto per una valutazione congiunta della tipologia di intervento da realizzare.

• Interventi di iniziativa pubblica ed il ruolo del Comune

Il ruolo principale del Comune in questa grossa operazione che investe il centro città sarà principalmente quello di coordinamento dei vari interventi di riqualificazione, sia quelli di iniziativa privata che di iniziativa pubblica.
L’Amministrazione provvederà alla raccolta e all’esame dei progetti pervenuti con l’obiettivo di valorizzare ogni singola proposta; le idee presentate saranno illustrate e discusse nel corso di iniziative pubbliche che il Comune promuoverà a partire da marzo, subito dopo la chiusura della manifestazione di interesse.

Il Comune interverrà direttamente sull’impianto di illuminazione di via Grande ( lavori di restauro e rifacimento), provvederà alla realizzazione di opere di riqualificazione urbanistica, in parte agli arredi urbani e regolamenterà gli spazi pubblici sulla base delle indicazioni pervenute.

Per ogni ulteriore informazione:

www.pensiamoingrande.comune.livorno.it



Fonte: Ufficio Stampa Comune di Livorno

Per un mese, esattamente dal 6 dicembre al 6 gennaio, in via Marradi, nel tratto compreso tra l’Attias e via Nardini, sarà consentita la sosta delle auto. Lo hanno deciso il Sindaco e la Giunta nella seduta di questo pomeriggio sulla base di una relazione tecnica illustrata dall’assessore alla mobilità urbana Maurizio Bettini. Sarà un parcheggio temporaneo  a forte rotazione, finalizzato a favorire il commercio in questo particolare periodo dell’anno, necessariamente quindi  con una sosta oraria limitata a soli 30 minuti. Per il parcheggio, data la ristrettezza della carreggiata e per garantire il regolare passaggio dei mezzi ATL, sarà utilizzato parte del marciapiede, nell’unico  senso di marcia consentito (direzione nord-sud).

Nel tratto compreso tra via Roma e via Calzabigi il parcheggio sarà a pagamento. Tariffa: 1 euro ogni mezza ora. In questo tratto, per la presenza di ponteggi (quello del cantiere ex Metropolitan e quello installato in prossimità dell’angolo di via Roma) il numero dei posti auto non può essere superiore a 21.

Nel tratto compreso tra via Calzabigi e via Nardini sarà, invece, istituito un parcheggio a disco orario (circa 15 posti e anche qui non oltre i 30 minuti) fuori fasce Zsc.

In ambedue i casi il parcheggio sarà consentito dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, cioè negli orari di apertura dei negozi. Anche il carico e scarico delle merci sarà regolamentato per non confliggere con l’uso dei parcheggi.
Fuori da queste fasce orarie, il parcheggio sarà riservato ai residenti della zona.



Fonte: Ufficio Stampa Comune di Livorno

Il nostro territorio ha le caratteristiche per uno sviluppo anche migliore del resto della Toscana. Vogliamo arrivare al 2016, anno che l’Irpet ci indica come quello del recupero definitivo di quanto perso con la crisi attuale, senza stare a guardare e dire “si vedrà cosa succede”, ma da protagonisti in grado di costruire il futuro della città e dei nostri figli”.

E’ quanto ha affermato il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi a conclusione dell’intervento che ha svolto questa mattina al Lem, dove è stato presentato il rapporto dell’IRPET (Istituto Regionale Programmazione Economica Toscana) sulla situazione congiunturale del SEL 14 (Sistema Economico Locale Livorno-Collesalvetti) per l’anno 2008.

Ad illustrare il rapporto è stato Stefano Casini Benvenuti, dirigente IRPET, alla presenza, oltre che del Sindaco di Livorno, dell’assessore comunale all’Innovazione Darya Majidi, dell’assessore provinciale allo Sviluppo Economico Piero Nocchi, dell’assessore alle Attività produttive di Collesalvetti Benedetto Tuci.

Quest’anno uno spazio particolare è stato dedicato ad una prima riflessione sui comportamenti innovativi delle imprese dell’area livornese, oltre alla tradizionale analisi di quanto è accaduto nel SEL 2008-2009. Questo perché, secondo i ricercatori dell’IRPET, se è vero che il 2008 e ancor più il 2009 sono segnati dagli effetti reali della crisi finanziaria iniziata verso la fine del 2007, sarebbe un errore pensare che la crisi sia la causa unica delle difficoltà che anche l’economia livornese assieme a quella toscana e italiana stanno attraversando. Secondo i ricercatori IRPET infatti i nostri sistemi produttivi mostrano crescenti problemi di competitività attribuibili ad una bassa propensione ad innovare.

La relazione del dirigente Irpet Stefano Casini Benvenuti.

Come ha dettagliatamente spiegato il dottor Casini, la fase di recessione ha colpito nel 2008 anche il Sistema Economico Locale Livornese (SEL 14: Comune di Livorno e Comune di Collesalvetti) facendo registrare un – 0,7% del Prodotto Interno Lordo.

Il risultato negativo è, comunque, migliore della performance nazionale (-1,0%) e regionale (- 1,2%).

L’Irpet conferma che tale minore negatività,  rispetto ai contesti territoriali più ampi, è motivata dalla struttura del SEL che è meno dipendente dalle dinamiche del commercio mondiale e più da quelle della domanda interna nazionale e regionale, che pure sono in flessione.

Le esportazioni estere, comunque, sono diminuite di “appena” – 3,3% a fronte di una caduta regionale di – 8%.

L’andamento non può, però, definirsi positivo stante la  perdita della produzione industriale (- 4,3%) che è relativa ai settori più qualificanti: cantieristica, automotive, petrolifero, meccanica.

Anche il terziario, per la stagnazione della domanda di imprese,  pubblica amministrazione e soprattutto famiglie, è in calo (-0,3%).

Gli altri servizi – trasporti, ristoranti,  credito – tengono, in particolare le attività del porto continuano a crescere sia nella componente di merci,  containers sia nella componente di mezzi e persone.

L’occupazione cresce di circa 500 unità standard U.L.A. (Unità di Lavoratori Annuali, che non sono i lavoratori), il che può essere motivato da una minore produttività o, più probabilmente – a produttività costante – del fatto che, spesso,  le fasi congiunturale di crisi determinano un calo  occupazionale in tempi successivi al verificarsi della crisi stessa.

Così pure i rinnovi contrattuali hanno bilanciato, ma solo per il momento, gli effetti della crisi per i redditi da lavoro dipendente.

Indipendentemente dalla crisi e in tempi precedenti al suo manifestarsi, il “sistema” Italia, la Regione, il SEL livornese presentavano carenze strutturali e, quindi, di andamento economico.

Tali problematiche fanno ipotizzare tempi di reazione alla crisi per il SEL più lunghi e faticosi con un calo del PIL di – 5,2% e – 1.400 unità di lavoro  nel 2009. Di ripresa si parlerà solo nel 2011.

L’elemento di differenziazione tra sistemi economici e lo strumento di agevolazione della ripresa è la competitività indotta dall’innovazione. Ma l’indagine Irpet, che ha analizzato la propensione  verso l’innovazione e i servizi avanzati delle imprese livornesi, ha verificato un loro approccio poco significativo in tale senso.

Da qui l’importanza dell’intervento del Comune di Livorno che con il “Libro bianco per l’innovazione tecnologica” si propone l’obiettivo di favorire e realizzare- per quanto di competenza- l’innovazione del tessuto imprenditoriale.

L’intervento dell’assessore all’innovazione Darya Madidi

Competenza, cuore, coraggio, sono secondo l’assessore Majidi le tre “C”  che servono alle imprese livornesi per uscire dalla crisi. Quanto alla risposta del Comune di Livorno per il superamento della crisi e della debolezza strutturale nel senso della competitività che è determinata dalla ricerca e dall’innovazione si trova, secondo l’assessore,  nel “Libro Bianco dell’Innovazione Tecnologica” approvato dalla Giunta comunale il 2 novembre scorso.

Il Libro Bianco dell’Innovazione Tecnologica contiene il programma strategico per l’Innovazione  che delineerà un vero e proprio Piano d’Azione con obiettivi declinati secondo Assi strategici – Misure e Azioni con l’apporto del cosiddetto “Tavolo per l’Innovazione” che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, della società economica nonché di esperti della strategia generale e settoriale. La prima riunione di questo tavolo è prevista per il 1° dicembre.

Punto di partenza sarà la condivisione da parte della rete degli “innovatori”  delle aree strategiche d’intervento quali portualità e logistica, energia, ambiente, chimico/petrolchimico, nautica  etc .

Il lavoro sarà di indicare la soluzione concreta ai seguenti obiettivi:la diffusione della cultura scientifica e dell’innovazione; il sostegno allo sviluppo innovativo dei settori emergenti; l’ innovazione delle imprese esistenti e la nascita nuove imprese innovative; il consolidamento per l’internazionalizzazione delle imprese in rete, in cluster, in stretta collaborazione con i Centri di ricerca e le Università; la facilitazione dell’accesso alle risorse finanziarie  a supporto dei processi  di innovazione; il rafforzamento del ruolo della pubblica amministrazione nella direzione dell’Innovazione.

Ineliminabile come indicatore di metodo e, nello stesso tempo, come obiettivo è l’intesa tra le Istituzioni del territorio e la stretta collaborazione tra i protagonisti di questo percorso: la pubblica amministrazione per strutturare la cornice d’intervento e dare spazio alle imprese innovative; le imprese che saranno anche aiutate a manifestare i bisogni inespressi di innovazione; le Università ed i Centri di ricerca che recepiranno le esigenze di innovazione quali momenti importanti per orientare la loro attività.

Il metodo non potrà prescindere dall’individuazione di indicatori di risultato e dalla definizione dei tempi di realizzazione.

L’intervento del sindaco Alessandro Cosimi

L’Irpet, nella sua lettura della situazione economica del Sistema Economico Locale (SEL) livornese, ci dice che il Pil è tecnicamente più alto rispetto al resto della regione più per fattori di stasi che di innovazione, pur in presenza di casi di “eccellenza” industriale. Lo ha detto nel suo intervento il sindaco Cosimi, specificando che ciò significa che questa “positività” o la si innesta di forti elementi di innovazione (di processo, di prodotto, di sistema), opppure non saremo in grando di sfruttarla alameglio per agganciare la ripresa economica che seguirà l’attuale fase di crisi.

Attualmente infatti il basso valore aggiunto delle produzioni necessita di una forte iniezione di sapere, e questo può avvenire costruendo relazioni stabili con i luoghi di ricerca e produzione del sapere, in primisi le Università.

La struttura produttiva del nostro territorio, con una massiccia presenza di terziario e una situazione del manifatturiero in costante calo (il suo valore aggiunto è passato dal 20% del 1995 al 15,4 del 2009, sul totale dei diversi macrosettori economici) da un lato, l’esperienza  messa in campo nella componentistica auto dall’altro, con la creazione di centri di ricerca qualificati – come il Compolab o l’Università di Pisa, all’avanguardia mondiale in questo settore – ci spinge a delineare uno scenario in cui prefiguarre lo sviluppo di un nuovo settore, il “terziario produttivo”.

Esso si muove nella produzione e costruione delle idee e al tempo stesso le trasforma in prodotti inovativi, in grado di competere nel mercato e di radicare in questo territorio anche le multinazionali.

Nella componentistica questa scelta può evitare l’obsolescenza dei prodotti e permetterci di rimanere agganciati al quella parte del nostro Paese, il nord ovest, dove si sta sviluppando una politica industriale a livello di macroregione, ma che condiziona e indirizza la srtessa politica industriale nazionale.

Nel campo della logistica, a noi molto caro, innovazione significa sviluppare il collegamento ferorviario ad alta velocità/alta capacità tra Porto, Interporto  e nodo fiorentino, per poi raggiungere il nord Italia ed Europa. Mi auguro che lo spostamento della stazione fiorentina dedicata all’alta velocità non comporti ritardi in questa direzione, perlatro già assunta insieme alla Regione Toscana.

Oggi la politica è chiamata ad agire, attraverso le istituzioni, per favorire l’evoluzione industriale dei territori, e nel nostro vedo due elementi centrali: quello energetico, con collegamento al settore dei rifiuti, e quello dei Servizi Pubblici Locali.

In ambito energetico occorre una scelta regionale rispetto alla presenza della centrale Enel, oggi attiva solo nei momenti di picco della domanda di elettricità, con i suoi 260mila metri quadri di area occupata, alimentata a olio BTZ. Una presnza di questo tipo regge ancora il rapporto “costi/benefici” per il territorio. O non è il caso di immaginare un piano d’impresa, da realizzare in 5 anni, che vede questo polo energetico innovarsi tecnologicamnte, produrre energia con il CDR (combustibile derivato dai rifiuti)? A mio avviso unica risposta possibile alla richiesta di massima limitazione all’uso delle discariche per i rifiuti urbani e per il miggiore smaltimento dei 7 milioni di rifiuti industriali, che altrimenti rischiano di ridurre drasticamente gli anni di utilizzo degli impianti esistenti. Occorre cioè, perdonate il brutto termine, tecnologizzare il rapporto con i rifiuti.

Per ciò che riguarda i Servizi Pubblici Locali il mio pensiero è rivolto prioritariamente al settore “acqua”. Se da un lato non è possibile pensare che la tariffa non può, da sola, sostenere le spese d’investimento necessarie al rinnovo della rete idrica, dall’altro dobbiamo pensare a piani industriali che vedano una chiara compartecpazione pubblico/privato. Rilacio qui una proposta lanciata a Confindutria. In questi giorni abbiamo discusso con ASA il Progetto Rivellino, per affrontare  la questione dell’acqua industriale. Sono 28 milioni di euro di investimento, noi ne abbiamo trovati 5. Vorrei rivolgere qui una proposta a Confindustria: facciamo una cosa molto semplice, costruiamo un project  fincing insieme, le aziende che devono pagare il canone dell’acqua industriale mettano a sconto del canone la propria partecipazione al progetto. Noi ci stiamo, il problema vero è che qui abbiamo bisogno di progetti  di medio e lungo periodo su strutture importanti, che siano capaci di attirare capitale di rischio.

Per fare tutto ciò  serve un impegnativo lavoro comune, in cui ognuno svolga il proprio ruolo. Il nostro territorio ha le caratteristiche per uno sviluppo anche migliore del resto della Toscana. Vogliamo arrivare al 2016, anno che l’Irpet ci indica come quello del recupero definitivo di quanto perso con la crisi attuale, senza stare a guardare e dire “si vedrà cosa succede”, ma da protagonisti in grado di costruire il futuro della città e dei nostri figli.

Dalla crisi si esce, sia se le aziende livornesi hanno la capacità di innovare, sia se il tavolo della leadership (del quale fanno parte le istituzioni, i rappresentanti degli imprenditori e dei lavoratori) è autorevole”.



Fonte: Ufficio Stampa Comune di Livorno

Gli 8 progetti presentati dal Comune di Livorno nell’ambito dei Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile (P.I.U.S.S.) sono stati tutti dichiarati ammissibili e finanziabili.

Lo hanno annunciato alla stampa il sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore ai Finanziamenti P.I.U.S.S. Giovanna Colombini, specificando che la graduatoria sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale nei prossimi giorni, ma che già oggi il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, nel corso di un incontro con i sindaci e gli assessori dei Comuni interessati, ha comunicato che il Comune di Livorno è stato inserito nella fascia A, per la quale la Regione ha immediata disponibilità finanziaria.

L’importo complessivo dei progetti presentati, riuniti sotto il titolo “Livorno città delle opportunità”, ammonta a 27 milioni di Euro che verranno finanziati dalla Regione Toscana nella misura del 60% su Fondi Comunitari (Programma POR CreO).

“Si tratta – ha specificato l’assessore Colombini -  di soldi “veri”, finanziamenti spendibili, una grande opportunità per la città e allo stesso tempo un incentivo, un pungolo per avviare tutte le operazioni procedurali. E’ una sfida che accogliamo volentieri per la crescita della città e ci auguriamo che la prossima Finanziaria non ponga vincoli”.

Come ha sottolineato il Sindaco, “Siamo oggi a raccogliere i frutti di un’idea di città perché il P.I.U.S.S. finanzia non soltanto delle opere da fare, ma perché queste opere sottendono ad una filosofia di base che è quella di un rilancio culturale ed economico di Livorno”.

Sia il Sindaco che l’assessore hanno ricordato lo sforzo corale dell’Amministrazione Comunale nel presentare il progetto nel suo complesso, ringraziando in modo particolare l’architetto Nicla Tragni – recentemente scomparsa – che si è dedicata con grande passione a questo lavoro anche negli ultimi mesi di malattia.

Il 21 ottobre è previsto un incontro in Regione per chiarire gli aspetti tecnici. Quindi dalla pubblicazione della graduatoria il Comune avrà a disposizione 120 giorni (più 60 giorni per quei programmi definiti “complessi”, per l’importo e la strategicità) per presentare alla Regione la progettazione esecutiva, condizione vincolante per ottenere i finanziamenti.

Il Piano del Comune di Livorno

Il Piano presentato dal Comune di Livorno ha una estensione di quasi 300 ettari e comprende un’area che, a cavallo delle fortificazioni più antiche e delle Mura Lorenesi, si sviluppa includendo parte della città storica e i quartieri sorti a nord, dalla Fortezza Vecchia alla Barriera Garibaldi, per estendersi, a sud, fino allo Scoglio della Regina.

Il P.I.U.S.S. comprende una serie di interventi tra di loro integrati, grazie ai quali è possibile rafforzare e arricchire, anche rispetto a obiettivi di valorizzazione e fruizione del patrimonio storico – architettonico, le politiche urbane avviate. Particolari siti cittadini saranno oggetto di interventi mirati al recupero e alla valorizzazione mediante l’attribuzione anche di nuove destinazioni d’uso. Saranno rinnovate diverse aree della città, grazie ad interventi di ristrutturazione urbanistica ed edilizia; nel caso di interventi su edifici storici si procederà con il risanamento conservativo e  restauro di tutte le parti di pregio storico e ambientale. Non mancheranno anche interventi di ampliamento degli edifici esistenti con la relativa sistemazione e riqualificazione degli i spazi urbani circostanti. La riqualificazione urbana che  con il PIUSS si vuole raggiungere, sarà impreziosita e valorizzata anche dal recupero di vie e piazze, e dagli specchi d’acqua  che caratterizzano il settore della città cui si andrà ad intervenire.

Questi i progetti presentati nell’ambito del P.I.U.S.S. con i relativi costi:

Riqualificazione Piazza XX Settembre: 1.000.000
Accessibilità Stazione Marittima/Nuovo Mercatino Americano: 1.000.000
Piano Integrato Rivilitalizzazione dei Borghi: 2.482.160
Scoglio della Regina: 7.489.918
Dogana d’Acqua: 6.858.522
Recupero Fortezza Nuova: 1.000.000
Recupero Ex Asili Notturni :575.000
Polo museale dei Bottini dell’ Olio:7.119.964

TOTALI 27.525.564

 

RIQUALIFICAZIONE PIAZZA XX SETTEMBRE
 
Accessibilità area Stazione Marittima – Nuovo Mercatino Americano

La Piazza XX Settembre è stata fino a pochi mesi fa caratterizzata dalla presenza del cosiddetto “Mercatino Americano” risalente ai primi anni del dopoguerra. Tale presenza nel tempo ha provocato la saturazione della piazza, creando un’area di vendita densa, con percorsi angusti e soluzioni di emergenza per le zone espositive ed i servizi, che hanno contribuito a rendere lo spazio urbano non più fruibile dalla cittadinanza e provocandone l’attuale stato di degrado.

A seguito della sottoscrizione di un  accordo tra i commercianti della piazza, l’Amministrazione Comunale e l’Autorità portuale, il “Mercatino Americano” si è trasferito nella zona della Stazione Marittima. La proposta è scaturita dal fatto che negli ultimi anni  la presenza di navi da crociera nel Porto della città ha comportato un aumento dei flussi turistici e, quindi, di domanda commerciale.

La delocalizzazione consentirà di:
-riqualificare e riconsegnare alla città una piazza di grande valore storico culturale (progettata da Pasquale Poccianti agli inizi dell’Ottocento);
- eliminare situazioni di degrado e di pericolo per i cittadini residenti nella zona;

Delocalizzazione “Mercatino Americano” in area Stazione Marittima

L’intervento ricade in un area di sviluppo già inserita nel P.I.A.U. (Piano Innovativo in Ambito Urbano) della città, che prevedeva la riorganizzazione della viabilità di accesso all’area portuale.
La decisione di delocalizzare in ambito portuale il cosiddetto “Mercatino Americano”  richiede pertanto una serie di interventi aggiuntivi che vadano a riqualificare l’ambiente circostante, per migliorarne sia l’aspetto estetico con elementi di arredo urbano e di segnaletica informativa, sia l’accessibilità pedonale e ciclabile, in modo da rendere più facile il collegamento con la restante parte della città. Ciò consentirà di integrare l’area della Stazione Marittima con la restante parte del centro cittadino.
In particolare sono previsti:
interventi di arredo urbano con piantumazioni a verde, illuminazione radente e arredi che si propongano come luogo di accoglienza  per i flussi turisti;
Interventi di integrazione con il centro cittadino attraverso percorsi pedonali  e piste ciclabili;
Interventi di miglioramento della viabilità e segnaletica stradale.

PIR- PIANO INTEGRATO DI RECUPERO DEI BORGHI
 
L’area territoriale presa in considerazione fa riferimento al quadrilatero delimitato da una parte dalle vie d’acqua costituite dal Fosso Reale e dal fronte mare oggetto di intervento di riqualificazione e sviluppo denominato “Porta a Mare”, dall’altra dalle direttici principali del centro cittadino Via Ricasoli, Piazza Attias e Via Verdi, da sempre centri commerciali naturali della città. In particolare gli interventi proposti ricadono principalmente nel Quartiere storico di Borgo Cappuccini – Piazza Mazzini, con tratti di tipicità e di vissuto che rendono la zona attrattiva, originale e con le caratteristiche tipiche di quartiere portuale legato alla città. Essi vanno a completare i vari progetti di recupero e di riqualificazione che negli ultimi anni sono stati realizzati o si stanno realizzando (Piazza Giovine Italia, Piazza Mazzini, Scali Novi Lena, Parcheggio Odeon). Finalizzata allo  sviluppo commerciale, artigianale e turistico della zona, la riqualificazione di questi luoghi avverrà attraverso:

  • riqualificazione di vie e piazze;
  • adeguamento dei percorsi ai fini della sicurezza e miglioramento delle
  • vie di accesso;
  • arredo Urbano;
  • sistemi interattivi di comunicazione.
  •  

SCOGLIO DELLA REGINA
Il progetto relativo al recupero dell’immobile dello Scoglio della Regina è strettamente connesso con il progetto relativo alla Dogana d’Acqua in quanto insieme daranno vita al Polo della Logistica e della Robotica Marina. All’interno della struttura dello Scoglio della Regina nascerà il Centro di Robotica Marina gestito dal Dipartimento della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dal Centro Interuniversitario di Biologia Marina, e – quota parte – dalla Guardia Costiera e Capitaneria di Porto. È prevista la demolizione di alcuni manufatti che sono stati costruiti nel tempo e l’ampliamento degli spazi a disposizione grazie alla costruzione di una struttura minimalista molto leggera, che permetterà di creare spazi per i laboratori, per le sale riunioni, e quant’altro sia indispensabile per il funzionamento dei laboratori di ricerca.

DOGANA D’ACQUA
 
Il progetto relativo al recupero dell’immobile della Dogana d’Acqua è strettamente connesso con il
progetto relativo alla Scoglio della Regina in quanto insieme daranno vita al  Polo della Logistica e della Robotica Marina. L’intervento di Dogana d’Acqua si pone come obiettivo il restauro degli elementi di valore storico e monumentale superstiti, da porre in relazione con nuove possibilità di utilizzo del manufatto, eventualmente comprensive di nuovi interventi edilizi, nel rispetto della dimensione planimetrica e dell’altezza massima della struttura originaria.
Il recupero del complesso edilizio prevede l’inserimento di funzioni “rare”, connesse al Polo della Logistica.

Tali obiettivi si inquadrano, a loro volta, all’interno di una strategia diretta a:

  • promuovere la riqualificazione dello spazio pubblico e il recupero dell’immagine storica dei luoghi, quale parte integrante del Parco Lineare delle Mura Medicee e Lorenesi e porta di accesso, attraverso il percorso lungo il canale dei Navicelli, alla città storica;
  • migliorare l’integrazione tra le aree poste sui due lati delle mura;
  • offrire suggestioni circa i rapporti tra gli interventi di trasformazione urbanistica consentiti dal Regolamento Urbanistico e gli ambiti monumentali della Dogana d’Acqua e delle Mura Lorenesi.

FORTEZZA NUOVA
 
Interventi di adeguamento funzionale – Terza fase
Il progetto prevede un recupero di quella parte della Fortezza Nuova che costituisce il sistema delle gallerie e dell’area immediatamente sovrastante. L’ottica in cui si muove il progetto è quella di riportare la Fortezza Nuova ed il suo parco all’importanza che originariamente aveva nel sistema delle fortificazioni livornesi, ipotizzando, anche attraverso un percorso di partecipazione, un utilizzo nuovo degli spazi che saranno messi a disposizione della cittadinanza

EX ASILI NOTTURNI
 
Gli ex Asili Notturni fanno parte, insieme al Nuovo Teatro delle Commedie, del Complesso della Gherardesca. Per lungo tempo tali spazi sono stati dedicati ad attività giovanili e teatrali, ed è nel rispetto di tale identità che il progetto prevede la creazione di un centro di accoglienza per le associazioni che si occupano dei problemi legati all’immigrazione; di un Centro Giovani collegato direttamente all’InformaGiovani della Provincia, al primo piano dell’edificio, e la realizzazione di una foresteria al secondo piano.

BOTTINI DELL’OLIO
 
Il progetto prevede di restituire alla Piazza del Luogo Pio quella dignità e quella importanza nelle dinamiche urbane consone al valore che l’area riveste nella storia e nella formazione della città, e che sono andate perdute in seguito alle devastazioni belliche.
Il Museo della Città, pensato per essere ospitato nell’edificio dei Bottini dell’Olio, e la Biblioteca saranno i luoghi che, promuovendo cultura, serviranno ad incentivare la formazione di una coscienza urbana, fornendo le strutture e gli spazi in cui il rapporto con la città possa essere approfondito, svelato in molti casi, dove la città possa essere raccontata e conosciuta.
Questo intervento prevede l’allestimento nei locali recuperati di esposizioni riguardanti la storia della città nei vari settori  archeologico, numismatico, religioso, storico risorgimentale.



Fonte: Ufficio Stampa Comune di Livorno

terme_coralloIl Consiglio comunale, nella riunione del 12 ottobre, ha approvato a maggioranza la variante al Regolamento urbanistico e il piano attuativo relativi al complesso immobiliare denominato “Terme della Salute”.
Hanno votato a favore 23 consiglieri (Partito Democratico e Italia dei Valori); sei i contrari (Partito della Libertà e Gruppo misto). Il consigliere Lamberto Giannini (Sinistra e Libertà) si è astenuto. Non hanno partecipato al voto sette consiglieri appartenenti a Confronto per Livorno, Città Diversa, Partito della Libertà Berlusconi e Rifondazione Comunisti Italiani.
Il voto era stato preceduto dall’esame, con relative controdeduzioni, delle due osservazioni presentate, una dai Verdi di Livorno, l’altra dalla Regione Toscana, e del contributo della Provincia di Livorno.

Sono risultate respinte le osservazioni presentate dai Verdi di Livorno mentre sono state parzialmente accolte quelle della Regione, che riguardano la presentazione di un apposito elaborato sulla valutazione degli effetti ambientali e la previsione di varchi sugli edifici storici e sul parco.

Con questa variante  si concretizzano gli obiettivi fissati dal Regolamento Urbanistico nel 1999, ovvero la riqualificazione dell’area dove attualmente sorgono i capannoni industriali dell’ex Coca Cola e la cessione degli immobili storici e del parco alla mano pubblica. Tali immobili entreranno a far parte del patrimonio comunale, saranno restaurati e resi fruibili ai cittadini.
Nella zona ex industriale saranno demoliti i capannoni e verranno costruiti, anziché un edificio residenziale a “stecca” unica alta tre piani come prevedeva il Regolamento Urbanistico del 1999,  sei edifici con andamento “ad anfiteatro” degradante verso il parco e orientati secondo gli assi e gli allineamenti dell’edificio monumentale principale. Una soluzione progettuale, quest’ultima,  scaturita  dopo approfondimenti tecnici degli uffici comunali e della Sovrintendenza di Pisa, che, fermi restando gli indici di edificabilità, mira a valorizzare il complesso storico monumentale delle Terme della Salute.

Gli immobili storici passano al Comune che li restituirà alla collettività.
A questo fine l’Amministrazione comunale investirà nel  restauro del parco e del complesso monumentale il contributo di urbanizzazione ( comprensivo degli oneri più costo di costruzione ),  oltre ad un contributo della proprietà di 330.000 Euro , per un totale di 1.508.460 Euro  .

Il restauro della parte storico-monumentale si articolerà in tre fasi.
Nella prima fase sarà utilizzata una “quota parte” del contributo di urbanizzazione (calcolata in circa 250.000 Euro) per l’immediata sistemazione del parco.

In questa fase i privati dovranno mettere in sicurezza gli immobili. La seconda fase da realizzarsi in concomitanza con la prima, consiste nella pulizia dell’area con eliminazione delle erbe e arbusti infestanti, la realizzazione di una viabilità pedonale oltre che di un prato alberato e siepi.
Le ulteriori risorse a disposizione serviranno da “volano” per attrarre finanziamenti e contributi pubblici per arrivare alla definitiva sistemazione degli immobili storici passando quindi alla terza fase del progetto: obiettivo, il definitivo restauro del complesso monumentale.

Lo stesso Sovrintendente Malchiodi ha tra l’altro espresso la volontà di affiancare il Comune negli incontri con il Ministro ai Beni Culturali, la Regione ed altri eventuali soggetti per l’accesso ai finanziamenti.
Le ex Scuderie -  Oltre a questi beni di interesse storico-monumentale, sarà ceduta gratuitamente al Comune anche la “stecca” prospiciente via Ugo Foscolo (denominata “ex Scuderie”): un edificio che non è mai stato oggetto di vincolo storico monumentale . Per questo edificio il Regolamento urbanistico prevede  la ristrutturazione edilizia.

Una nuova strada tra via Foscolo e via Orosi – L’operazione prevede anche che la società proprietaria, La Fondiaria Apparizione, debba realizzare, come opere di urbanizzazione primaria, una strada di collegamento pubblica tra via Foscolo e via Orosi e un parcheggio pubblico a servizio del parco di oltre 800 mq. La strada produrrà un miglioramento della viabilità interna al quartiere, favorendone i collegamenti, ed inoltre faciliterà l’accesso pedonale  all’area monumentale.

I rapporti tra Comune e la società saranno regolati da una convenzione.

Scheda storica
Nella metà del secolo XIX fu scoperto, nei terreni presso l’attuale stazione ferroviaria, un ricco bacino idrominerale. Furono individuate cinque sorgenti termali fredde, la cui temperatura era di circa 14°C. Come si può leggere nel volume “Livorno – Guida storica”, di Corrado Nocerino (Ed.L’Informazione), erano acque “gustosissime” che furono subito analizzate da esperti e scienziati di notevole valore e che furono denominate Preziosa, Vittoria, Sovrana, Corsia e Corallo. Come ci informa lo storico Wiquel, già dal 1865 entrò in funzione un piccolo chiosco per la distribuzione di queste acque.

Nel 1903 fu realizzato per iniziativa di una grande società genovese , su progetto dell’ingegner Angiolo Badaloni, un complesso termale in stile Liberty, che venne chiamato  “Montecatini a Mare”, o “Terme Acque della Salute” e che divenne uno dei complessi termali più prestigiosi d’Italia.
La struttura comprendeva oltre alle terme vere e proprie, un lussuoso albergo, un grande padiglione che venne chiamato il “Salone delle Feste”, impianti per giochi vari, pista di pattinaggio, campo da tennis, pista da ballo e altro.

Il complesso termale cessò la sua attività durante la seconda guerra mondiale, dopodiché, per parziale esaurimento del bacino, non venne più riattivato. Alcune parti dell’edificio vennero utilizzate per ospitare un’industria per la produzione e l’imbottigliamento di acqua e bevande (“Il Corallo”), il padiglione centrale divenne una sala da ballo, mentre nella parte retrostante il nucleo storico delle terme vennero realizzati dei capannoni industriali. Gravemente danneggiata da un incendio, l’intera struttura fu definitivamente chiusa nel 1968 (salvo la parte che ha ospitato fino a pochi anni fa il deposito della Coca Cola) e lasciata inutilizzata fino ad oggi.
Al complesso si accedeva da via degli Acquedotti, tramite un’ampia cancellata in ferro ai lati della quale erano poste, sormontate da guglie, due edicole quadrangolari che fungevano rispettivamente da biglietteria e ingresso separato per uomini e donne.

Di fronte all’ingresso principale, preceduto da un’ampia scalinata, fu disegnato un grande spazio nel quale i percorsi pedonali si snodavano fra una serie di aiuole curvilinee poste in simmetria rispetto all’asse dell’edificio e orientate verso una fontana circolare posta al centro.

Il complesso architettonico delle Terme è costituito da tre padiglioni principali, disposti a formare un’esedra, collegati fra loro tramite colonnati semicircolari ed altri edifici sparsi in un parco alberato. I tre corpi del fabbricato  principale assolvevano a tre funzioni diverse: quello centrale era destinato alla vita sociale e ricreativa, conteneva un grande salone quadrato, una sala ristorante e due sale lettura.

Il padiglione centrale, più alto rispetto ai due padiglioni laterali, è sormontato in facciata da una terrazza e suddiviso internamente in un piano seminterrato e un piano rialzato.

Sulla parte destra fu creato il padiglione per la distribuzione delle acque, il quale, sul cornicione sovrastante la facciata, reca ancora la scritta latina “salubritatem aegris corporibus afferre creduntur”. Questo padiglione è suddiviso   internamente in due zone, un’ampia sala centrale con abside semicircolare segnata agli angoli da colonne binate, sul lato prospiciente l’ampio giardino interno, e sul retro i locali di servizio necessari alla distribuzione delle acque.

All’estremità destra, sul lato prospiciente il viale, il padiglione ingloba il chiosco ottagonale costruito nel 1856, all’interno del quale è posto il pozzo della sorgente Sovrana realizzato in marmo bianco di Carrara.
In simmetria con il resto del complesso in un secondo tempo fu deciso di costruire il padiglione di sinistra, che ospitò gli uffici amministrativi, la direzione sanitaria e il gabinetto medici.

Le strutture portanti dell’edificio furono realizzate in calcestruzzo armato, con progetti e calcoli dell’ingegner Attilio Muggia.

I padiglioni laterali, speculari fra loro, presentano in facciata aperture ad arco a tutto sesto, mentre nella parte centrale, leggermente aggettante, si aprono tre porte a vetro comprese tra due finestre.

L’apparato decorativo è costituito da fregi in cemento decorati con motivi floreali posti ovunque, sui capitelli delle lesene, ai lati delle vetrate centrali, sulle chiavi di volta degli archi, sulla superficie muraria compresa fra le aperture, nella fascia continua che corre alla sommità dell’edificio sotto il cornicione.

I due colonnati dei portici, di chiara ispirazione neoclassica, sono scanditi regolarmente per tutta la loro lunghezza da dodici colonne in stile dorico, realizzate in cemento armato, sul lato rivolto verso il giardino e chiusi da una parete, interrotta da ampie vetrate, sull’altro lato.

Lo stabilimento è caratterizzato da numerose e raffinate decorazioni in stile liberty comprendenti cementi plastico, piastrelle in maiolica, ferri battuti modellati in armoniche movenze, presenti sia sulle facciate esterne, sia nelle murature interne dei padiglioni.terme_corallo



Senza grandi clamori nè particolari cerimonie ha aperto i battenti il centro commerciale targato Bernardo Caprotti nell’area ex-Fiat. Non a caso abbiamo scritto “targato Caprotti” e non “targato Esselunga”, perchè il nuovo supermercato non porta il marchio ammiraglio del gruppo, ma uno secondario, quello di “Magenta Due”

In realtà un negozio con questa insegna era stato aperto tempo fa esattamente di fronte alla nuova sede. Del prossimo trasferimento avevamo modo di scrivere a suo tempo, e si conferma la struttura del punto vendita di cui parlammo allora. Lo spazio più grande (circa 1500 metri quadrati) sarà occupato da Magenta Due versione food, mentre quello più piccolo (mille metri) sarà riservato al non alimentare (prodotti per la casa e per l’igiene).

Rimane invece libero il corpo centrale del complesso, che il piano regolatore destina ad uffici. Inoltre, sebbene il progetto iniziale prevedesse una galleria che unisse i due capannoni, questi rimarranno separati.

Almeno per il momento. Il gruppo Caprotti infatti non ha voluto pubblicizzare troppo questa apertura, perchè evidentemente non è ancora abbandonata la speranza di poter aprire con il marchio Esselunga, nonostante le difficoltà esposte dal patron nel suo Falce e Carrello.



Aumenta notevolmente il numero delle proprietà in attesa di essere messe all’asta dal tribunale. Secondo il sito www.astegiudiziarie.it, nella provincia di Livorno erano 119 alla fine dello scorso novembre, 129 ad agosto, e adesso sono 154. L’importo totale a base d’asta due mesi fa era di 30 milioni di euro, che adesso sono 36,8.

L’asta più importante è quella della cosiddetta Torre della Cigna, per la quale l’importo è stato dimezzato: da 20 milioni dello scorso aprile a poco più di 11. Altro caso è quello di Villa Pendola, passata da 15 a 11 milioni di euro, nonostante all’immobile sia associata una licenza edilizia che consente la realizzazione di una cinquantina tra appartamenti e villette.

Secondo un’inchiesta del quotidiano “Il Tirreno”, le fila degli immobili da aggiudicare all’asta si ingrossano perchè si allungano i tempi per la vendita, esattamente come per gli immobili venduti attraverso gli altri canali, privatamente o tramite agenzia.



Se è vero che le vendite nel residenziale sono affossate dalla crisi, non è così per i canoni di locazione, i cosiddetti “affitti”, che a Livorno continuano a galoppare. Lo rivela un’indagine pubblicata da “Il Sole 24 Ore”, che fa la sintesi dei dati forniti dai principali operatori.

Secondo il quotidiano confindustriale, nella prima metà di quest’anno i prezzi di vendita al metro quadro sono scesi del 4,2% rispetto al semestre precedente. All’interno di questo dato, secondo le cifre fornite dall’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, rimangono invariate Magenta, Picchianti, il lungomare tra Terrazza e Ardenza Mare, comprendendo Quercianella. Calano invece la zona tra Cisternone e Coteto (-2%), la zona residenziale tra via del Fagiano e viale della Libertà (-3,7%), Venezia e La Rosa (-4%).

Il vero tracollo si verifica  però nei quartieri popolari. Sorgenti, Corea, Shangai e Fiorentina fanno segnare un -6.7%. Tra Barriera Garibaldi e Torretta si tocca l’8% di flessione. I prezzi crescono invece sulla collina di Montenero e al Castellaccio (+1,2%) e alla Leccia con Salviano e Scopaia (+4%)

Non c’è crisi invece, come si diceva, per gli affitti. In zona Magenta si registra un incremento dei canoni pari al 33,3%, in zona Calzabigi del 32,2%. Aumenti significativi anche per La Rosa (+16.1%), Ardenza (+13,9%) e centro città (+13,6%). In controtendenza i quartieri nord (-2.2%), Leccia-Scopaia (-5.8%) e Montebello (-5.3%).



 
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